Cooperazione sociale a Bruxelles: le proposte di ANCOS-UNCI

Paolo Ragusa all’evento “Il Terzo Settore in Europa”, promosso dall’europarlamentare Denis Nesci alla presenza della Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.

BRUXELLES – Valorizzare la cooperazione sociale e sostenere in Europa le buone pratiche che contribuiscono a innovare il Paese. Questo il tema al centro della partecipazione di Paolo Ragusa, presidente nazionale di ANCOS-UNCI, all’evento “Il Terzo Settore in Europa”, promosso dall’europarlamentare Denis Nesci con la presenza della Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.

ANCOS-UNCI, Associazione Nazionale delle Cooperative Sociali promossa dall’UNCI, Unione Nazionale Cooperative Italiane, ha preso parte al confronto insieme ad altri rappresentanti nazionali del Terzo Settore: Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH; Rosario Maria Gianluca Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa; Oscar Bianchi, presidente nazionale dell’AVIS; Francesco Piemonte, presidente nazionale MODAVI; Emilio Minuzio, vicepresidente nazionale di ASI; Giuseppina Esposito, segretario nazionale AISLA.

Nel suo intervento, Ragusa ha sottolineato la necessità di «valorizzare e ribadire il ruolo e la funzione della cooperazione sociale in Europa», richiamandone l’appartenenza all’economia sociale riconosciuta dall’Unione europea attraverso il piano d’azione del 2021.

Un percorso che l’Italia ha recepito nel proprio piano nazionale e che, secondo il presidente di ANCOS-UNCI, deve tradursi nel sostegno alle buone pratiche capaci di incentivare questa particolare forma di impresa solidaristica.

Un credito d’imposta per gli investimenti nell’economia sociale

Esprimendo apprezzamento per il recente via libera dell’UE ai “titoli di solidarietà”, Ragusa ha proposto l’istituzione di un credito d’imposta automatico a sostegno degli investimenti materiali e immateriali realizzati nell’ambito dell’economia sociale.

La proposta si fonda su una visione compensativa dei maggiori oneri derivanti dalla finalità sociale degli investimenti, come l’inserimento lavorativo di soggetti deboli o la realizzazione di asili nido nelle aree interne. L’impostazione indicata da Ragusa mira a riconoscere questi oneri, evitando che il sostegno venga valutato come aiuto di Stato.

Welfare e IVA: la richiesta di un confronto con l’UE

Sul tema della gestione dell’IVA, il presidente di ANCOS-UNCI ha chiesto al Governo di aprire una nuova interlocuzione con l’Unione europea per ottenere l’inserimento delle attività e dei servizi di welfare oggetto di co-progettazione nella lista del regime speciale di esenzione con diritto a detrazione.

In chiusura, Ragusa ha rivolto un plauso e un ringraziamento all’on. Nesci per il lavoro svolto nel Parlamento Europeo e alla Viceministra Bellucci, definita «la principale ispiratrice della capacità innovativa che il Governo ha messo in campo in questi anni sul tema del Terzo Settore».